Prestazioni sanitarie troppo costose: 11 milioni di italiani rinunciano a curarsi

Prestazioni sanitarie troppo costose: 11 milioni di italiani rinunciano a curarsi

In Italia le prestazioni sanitarie sono diventate per lo più a pagamento e i tempi in cui era “tutto gratis” sono purtroppo lontani. La conseguenza sociale più drammatica è la rinuncia da parte di molti cittadini italiani a curarsi.

Questo è quanto emerge dalla ricerca del Censis-Rbm Assicurazione Salute, presentata a Roma nel corso dello scorso “Welfare Day” che dipinge un quadro preoccupante: durante l’ultimo anno, infatti, sono stati addirittura 11 milioni gli italiani che non hanno potuto occuparsi della loro salute. Un numero in fortissimo aumento, considerando anche che nel 2012 erano stati 9 milioni gli italiani che avevano dovuto rinunciare o rimandare prestazioni sanitarie a causa di difficoltà economiche.

Il trend generale che stiamo percorrendo come società è sempre meno sanità pubblica e aumento di quella privata. Una strada che porta a situazioni drammatiche di “sanità negata”, dove chi non può pagare non riceve le cure che gli sono necessarie. Questo problema sociale riguarda in particolare due nutrite fasce di popolazione ben distinte2,4 milioni di anziani e 2,2 milioni dei cosiddetti “millennials”, cioè i nati tra gli anni ‘80 e il 2000.

La ricerca evidenzia un peggioramento nella sanità pubblica: negli ultimi due anni è aumentata in media di € 80 a persona la spesa “cash” sanitaria. Ovvero le spese mediche pagate dagli italiani di tasca propria che poi non vengono rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di cifre importanti: dal 2013 al 2015 si è passati infatti da una spesa media di € 485 a una di € 569 a persona a cui si è affiancato un ulteriore aumento della spesa pro capite destinata alla sanità privata.

A questo si aggiunge un abbassamento della qualità del servizio pubblico, rilevabile dalle lunghe liste di attesa, che ha spinto oltre 7 milioni di pazienti nell’ultimo anno, a far ricorso all’intramoenia, ovvero la libera professione dei medici all’interno degli ospedali.

La sanità privata inoltre garantisce orari di apertura che comprendono il pomeriggio, la sera e i fine settimana, andando incontro alle esigenze di chi lavora e non può accedere alle prestazioni mediche negli orari usualmente canonici.

La percezione generale da parte degli italiani è di un forte peggioramento della qualità dell’offerta sanitaria pubblica. La ricerca evidenzia che per il 45,1% degli italiani nella propria regione è peggiorata: lo pensa il 39,4% dei residenti nel Nord-Ovest, il 35,4% nel Nord-Est, il 49% al Centro, il 52,8% al Sud. Per il 41,4% è rimasta inalterata e solo per il 13,5% è migliorata.

Infine c’è un altro aspetto della sanità pubblica, evidenziato dalla ricerca, da tenere in considerazione: durante l’ultimo anno 5,4 milioni di italiani hanno ottenuto prescrizioni di farmaci, visite o accertamenti diagnostici che alla fine si sono rivelati inutili. Tuttavia gli stessi intervistati si sono dichiarati contrari a frenare questa tendenza, sostenendo la piena autonomia decisionale del medico nello stabilire esami e terapie necessarie per il paziente, e l’inopportunità di sanzioni in caso di prescrizioni inutili.

Pas-Welfare, con la sua vocazione non profit nasce anche per cercare di dare una soluzione a questi problemi, con un servizio che offre tariffe sociali agevolate per i soci delle pubbliche assistenze, in modo da garantire l’erogazione di servizi sanitari di prima qualità.

L’abolizione delle guardie mediche: la protesta dei medici e cosa cambia

medicoLe nuove norme sull’assistenza della guardia medica notturna stanno provocando proteste da parte dei medici e delle sigle sindacali che protestano contro l’atto di indirizzo sul quale verrà redatto il nuovo accordo.  È prevista, infatti, la stipula di una nuova convenzione tra medici di famiglia, medici della guardia medica e medici del 118 che saranno tutti collegati al servizio sanitario nazionale.

Il cambiamento sarà drastico. Infatti la guardia medica non dovrebbe più lavorare nelle ore notturne, ovvero tra mezzanotte e le 8 nei giorni feriali e tra le 20 e le 8 nei giorni festivi.

Allora come funzioneranno le emergenze?

I pazienti che staranno male in queste fasce orarie dovranno rivolgersi al Pronto Soccorso oppure chiamare il 118. Il resto dell’assistenza medica sarà compito delle AFT, le aggregazioni funzionali territoriali, ossia grandi gruppi formati dai medici di famiglia che lavoreranno insieme (anche nella stessa sede) per poter dare assistenza nell’arco delle 16 ore ai cittadini. Quando il proprio medico di base non sarà in ambulatorio, il paziente ne troverà un altro che potrà fornirgli l’assistenza necessaria e che conoscerà la situazione sanitaria del paziente.

Le AFT comprenderanno anche infermieri, in grado intervenire e di fare accertamenti diagnostici leggeri e ci sarà necessità anche di guardie mediche per poter intervenire a domicilio.

Questo atto di indirizzo non stanzia nessuna nuova risorsa, ma prevede il taglio della guardia medica notturna e l’uso improprio del 118 in quella fascia oraria che si deve occupare solo di gestire emergenze e urgenze.

Anziani meno soli grazie a Pas-Welfare

bisenzioSETTEnotiziaAnziani meno soli a Campi grazie al progetto della Fondazione Pas. Il presidente Mario Pacinotti ha spiegato tutte le novità introdotte grazie al servizio PAS-Welfare.

Arriva a Campi con l’obiettivo di dare una risposta efficace e sostenibile per chi ha in casa un anziano in condizioni di infermità. Si tratta di “Pas Welfare”, la linea di servizi promossa dalla Fondazione Pubbliche Assistenze e dedicata appunto a chi ha bisogno di una badante “a ore” di un infermiere o di un fisioterapista a domicilio ma in una logica di integrazione e sostenibilità economica.

Fino ad oggi – spiega Mario Pacinotti, – presidente della Fondazione Pubbliche Assistenze – Pas Welfare è stato un progetto sperimentale nelle aree di Firenze e Scandicci, sviluppato insieme al sistema delle farmacie pubbliche che hanno fatto da punto di riferimento per le famiglie. Ora usciamo dalla sperimentazione sia per i buoni risultati ottenuti sia perché siamo consapevoli che la domanda e le difficoltà delle famiglie sono crescenti e talvolta drammatiche, sia infine perché crediamo di portare in questo modello alcuni elementi di novità.

Quali sono questi elementi?

Innanzitutto l’integrazione dei servizi. Una cosa è che la famiglia si rivolga a diversi soggetti per ogni pezzo di assistenza, una cosa è il nostro servizio che prevede un consulente familiare capace di prendere in carico l’anziano e di condividere i bisogni effettivi con la famiglia. Questo porta risparmio di denaro e maggiore appropriatezza oltre che una straordinaria umanizzazione del servizio. La seconda caratteristica è la sostenibilità: si tratta di un servizio privato ma a tariffe che noi chiamiamo sociali, quindi senza nessuna speculazione sul bisogno.

Quali sono i tempi di attesa?

Il nostro intervento è immediato, in genere entro poche ore dal contatto telefonico al numero dedicato che è il 055 25.66.00. Ora contiamo anche a Campi di estendere i punti di prenotazione al sistema delle farmacie pubbliche e private ed anche presso l’Ambulatorio della nostra Fondazione, presso la Pubblica Assistenza di Campi che fa parte della Rete Pas.

Alcuni esempi di tariffe.

Iniezione intramuscolo a domicilio a 11 euro, prelievo a domicilio a 9 euro, assistenza al pasto a 14 euro.

Perché la Fondazione Pubbliche Assistenze si è impegnata in questo progetto?

La Fondazione, nata nel 2012, è la risposta delle quattro Pubbliche Assistenze che ne fanno parte, quelle di Firenze, Scandicci, Pontassieve e da poche settimane anche quella di Campi Bisenzio, alla complessità organizzativa e gestionale dei servizi alla persona. In futuro ci sarà sempre più bisogno di volontariato ma anche di professionalità ed efficienza per dare risposte concrete ad un crescente flusso di bisogni. Anche a Campi partiamo con un forte radicamento sui territori grazie al legame con la Pubblica Assistenza. Puntiamo a rendere i servizi sempre più efficaci dando una risposta ai bisogni degli utenti a pochi passi da casa, con una ulteriore attenzione in termini di tariffe ai quasi centomila soci delle nostre associazioni.

[Articolo su Bisenzio Sette, del 6 maggio 2016]

Invecchiare in salute al femminile #SD16

giornata-nazionale-salute-donna-logo-1Il 22 Aprile 2016 nel corso della I° Giornata della salute della Donna, ci sarà un tavolo di discussione dedicato all’invecchiamento in salute (healthy ageing). È una questione importante, grazie alla speranza di vita che è cresciuta significativamente durante gli ultimi decenni.

Al giorno d’oggi la speranza di vita delle donne italiane è di 84 anni, all’incirca 4 anni e mezzo in più dei maschi. In questo totale dobbiamo tener conto di un altro dato importante: gli anni di vita senza “limitazioni severe”, date dalle patologie croniche della terza età che compromettono l’autosufficienza nelle attività di tutti i giorni, sono 74,8 nelle donne e 79,7 negli uomini.

Le malattie croniche delle donne nella terza età

Con l’avanzare dell’età si passa da un 40% di donne che a 65 anni è affetta da malattie croniche gravi al 55% quando si raggiungono i 75 anni. Oltre questa età la presenza di condizioni di multicronicità  aumenta, arrivando a interessare oltre il 60% della popolazione femminile. Si parla di diabete, malattie respiratorie e cardiovascolari croniche, tutte patologie gravi da affrontare sia a livello di prevenzione sia di gestione della malattia conclamata.

In questo contesto PAS Welfare fornisce un servizio di assistenza domiciliare per prestazioni infermieristiche che possono essere continuative oppure a prestazione singola. Sempre in un’ottica di “healthy ageing” disponiamo di una squadra di fisioterapisti e specialisti in riabilitazione che ti seguirà a domicilio per aiutarti (o aiutare i tuoi cari) a conservare l’autonomia e la mobilità.

 

Cresce la popolazione degli anziani in tutto il mondo

AnzianiLa popolazione degli over 65 sta crescendo in tutto il mondo a ritmi che non trovano eguali nella storia. Entro il 2050 gli ultra-sessantacinquenni saranno circa 1,6 miliardi di persone, il 17% della popolazione del pianeta. Dunque il mondo sta invecchiando anche se rimane ben presente l’influenza di alcuni fattori di rischio per le malattie croniche (come fumo, consumo eccessivo di alcolici, dieta squilibrata e bassi livelli di attività fisica). Anche se, tendenzialmente, nei paesi ad alto reddito la diffusione del tabagismo è per esempio diminuita. Questo ha fatto sì che attualmente la maggior parte dei fumatori di tutto il mondo risieda nei paesi a basso e medio reddito. Tuttavia l’invecchiamento della popolazione comporta anche nei paesi dove si vive meglio e in modo più sano, la necessità di rispondere alle esigenze sanitarie che l’accompagnano.

L’invecchiamento della popolazione in Italia

La popolazione italiana è aumentata durante gli ultimi anni, e contemporaneamente è invecchiata. Questo è quanto emerge dal rapporto “Compendio Sic sanità in cifre 2014”, pubblicato da Senior Italia FederAnziani, un’analisi statistica della sanità italiana.

A questo si affianca la diminuzione significativa su scala nazionale dei ricoveri e delle giornate di degenza ospedaliera. In media, i malati trascorrono meno giorni in ospedale e vengono ricoverati meno frequentemente.

Questo si traduce in una richiesta sempre più pressante di assistenza domiciliare integrata e privata, alternativa al SSN, che copra tutte le esigenze: dalla semplice compagnia di una badante, alla prestazione professionale fisioterapeutica e infermieristica.

 

Da “Gli Over65, nel 2050, saranno 1,6 miliardi” e “Anziani in aumento: cresciuto indice italiano di vecchiaia“, Il sole 24 Ore:

Alzheimer: l’impatto economico e sociale della malattia

alberi-alzheimerDalla collaborazione tra AIMA e Censis sono stati realizzati tre importanti studi sulla condizione dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie in Italia. L’ultimo di questi studi è il risultato dell’analisi – su dati nazionali – dell’evoluzione di 16 anni nella vita dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie. L’indagine è stata condotta mettendo in primo piano il punto di vista dei cosiddetti “caregiver” dei malati di Alzheimer, intervistandone 425 non istituzionalizzati, divisi secondo la collocazione geografica sul territorio nazionale. È opportuno precisare che il termine anglosassone “caregiver”, ormai è diventato di uso comune e serve ad indicare “colui o colei che si prende cura” e dunque si riferisce a tutti i familiari che assistono un loro congiunto ammalato di Alzheimer (e/o disabile).

In Italia ci sono 600.000 malati di Alzheimer e quasi il 18% di questi malati vive da solo o con la badante. I costi diretti per l’assistenza superano gli 11 miliardi di euro, e sono per il 73% a carico delle famiglie del malato. L’attività di cura e sorveglianza di questi malati sta diventando sempre più privata e gestita in ambito familiare. In oltre la metà dei casi, infatti, sono i figli ad occuparsi del malato di Alzheimer; il 38% gode del supporto di una persona esterna (badante). Questo è un trend che va ad aumentare: il mondo sta invecchiando e questa malattia impatta sempre di più in termini di isolamento sociale. Certo, la famiglia rimane ancora il punto focale dell’assistenza al malato, ma la costellazione dei servizi a sua disposizione si è ristretta nel tempo e tende a diminuire.

Dall’analisi dei costi connessi alla malattia di Alzheimer, emerge quanto sia diventato oneroso il carico economico (oltre a quello psicologico e sociale, naturalmente) che grava sulle spalle delle famiglie per far fronte alle esigenze del malato. Sono costi in cui si rileva un incremento costante e inarrestabile che rende più urgente l’adeguamento e il potenziamento dell’offerta di servizi.

In un contesto di questo genere si inserisce un servizio di assistenza domiciliare come PAS Welfare.

 

Fonti dell’articolo

Assistenza domiciliare integrata: con PAS Welfare l’assistenza a domicilio è a 360°

assistenza-anziani-logoPASWelfare è un servizio socio-sanitario di assistenza domiciliare nato dall’unione di forze e di intenti delle pubbliche assistenze Humanitas Scandicci, Humanitas Firenze e Croce Azzurra Pontassieve.

Questa origine così radicata nell’associazionismo, nel volontariato e nel territorio ha fatto sì che PAS Welfare sia oggi un servizio di assistenza non profit, a tariffe sostenibili, in grado di coprire tutte le esigenze dei nostri cari anziani: dall’assistenza anziani, all’assistenza disabili, passando per l’assistenza malati Alzheimer, servizio badanti e poi assistenza genitori anziani, assistenza ospedaliera e post-ospedaliera, assistenza notturna, ecc.

Grazie alla professionalità dei nostri operatori socio-sanitari possiamo garantire un aiuto concreto e completo, in grado di soddisfare tutte le esigenze di assistenza domiciliare, del tipo: assistenza al pasto, assistenza nell’alzata e messa a letto, igiene personale, veglie notturne (anche in ospedale), accompagnamento, aiuto nella somministrazione dei farmaci.

Inoltre PAS Welfare è in grado di fornire servizi socio-sanitari, sempre a domicilio, di: assistenza infermieristica, medica e fisioterapia. Per esempio, quando si tratta di seguire una riabilitazione dopo un intervento chirurgico, oppure portare avanti un piano riabilitativo per una patologia cronica. Il tutto comodamente a casa, per non creare alla tua persona cara stress ulteriori.

PAS Welfare offre dunque una serie di servizi di assistenza integrata, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Contattaci al nostro numero di telefono unico 055 25.66.00 e ti forniremo altre informazioni.

Problemi con la badante? Prova il nostro servizio sostitutivo o integrativo badanti

Problemi con la badante?

Servizio di badanteChiama PAS Welfare per il nostro servizio sostitutivo e integrativo badanti e assistenza a domicilio. Troveremo la soluzione più adatta alle esigenze dei tuoi cari. Cerchi un’assistenza che sostituisca temporaneamente la badante che conviva con i tuoi anziani? Oppure cerchi assistenza medica o infermieristica a domicilio? Possiamo soddisfare le tue esigenze: contattaci.

I servizi PAS Welfare sono integrati e avvengono in stretto contatto con le associazioni di volontariato locale, la presa in carico del paziente/anziano è globale e le tariffe sono sociali.

Se hai necessità puoi integrare il lavoro della tua badante affiancandolo con i nostri servizi socio-sanitari a domicilio. Dall’assistenza infermieristica alla visita specialistica, dalla fisioterapia a domicilio a un’assistenza completa.

Il servizio sostitutivo o integrativo badante di PAS Welfare è completo e copre tutte le eventualità: copertura per riposo badante, assistenza per ferie badante, sostituzione temporanea badante. Il nostro obiettivo è offrire un servizio socio-sanitario di elevata professionalità, affidabilità a tariffe sociali, con una contiguità e coinvolgimento delle associazioni locali: Humanitas Scandicci, Humanitas Firenze, Croce Azzurra Pontassieve. Al progetto prendono parte anche anche le reti di farmacie pubbliche fiorentine e scandiccesi, AFAM e Farmanet, così da permetterti di trovare il servizio domiciliare di cui hai bisogno direttamente dal tuo farmacista di fiducia.

Contattaci anche ora, senza impegno, senza vincoli contrattuali.

Dove?

Pas Welfare opera nelle provincie di Firenze e Prato, è attivo nei comuni:

Scandicci, Firenze, Campi Bisenzio, Fiesole, Signa, Lastra a Signa, Prato, Pontassieve, Rufina,  Greve, San Casciano, Impruneta, Tavarnelle.