La riforma della Sanità lombarda divide i medici di famiglia

La riforma della Sanità lombarda divide i medici di famiglia

La riforma della Sanità lombarda divide i medici di famiglia che ancora non hanno aderito in un numero significativo al progetto che riguarda 3 milioni di malati cronici in Lombardia.

Fulcro della riforma, nonché della resistenza dei medici, è il piano di assistenza individuale previsto per i cronici, che libererà il malato dall’incombenza di dover provvedere da sé alle prenotazioni delle visite mediche specialistiche necessarie per il trattamento della malattia. A questo penserà un “tutor” appositamente retribuito per svolgere questo compito, ruolo che potrà essere assunto dagli stessi medici di famiglia oppure potranno scegliere di non essere coinvolti, come sta facendo la maggior parte di loro in questa fase preliminare in cui si rischia l’arrenarsi della riforma sul nascere. Infatti, solo a Milano, che ha oltre 400mila malati cronici, soltanto 101 medici di famiglia sui 2.169 totali hanno dato la loro disponibilità a partecipare al progetto.

Per assumere questo ruolo è necessario per i medici “tutor” confluire in forme associative, in modo che sia possibile farsi carico dell’organizzazione di percorsi i cura avendo a disposizione corsie preferenziali nella prenotazione delle prestazioni sanitarie per i pazienti. Si tratta sempre di esami e visite mediche che si svolgeranno nei poliambulatori o in ospedale. Per i pazienti cronici avere il proprio medico come tutor che li guidi nel percorso di cura è un’occasione importante per rimanere agganciati a un punto di riferimento importante. D’altro canto, l’associazione dei medici obietta che la riforma lede la libertà di scelta del paziente.

 

Fonte dell’articolo: Corriere della Sera ed milano: “La riforma divide i medici di famiglia: «Un flop se il progetto non decolla” (link)

Invecchiare in salute al femminile #SD16

giornata-nazionale-salute-donna-logo-1Il 22 Aprile 2016 nel corso della I° Giornata della salute della Donna, ci sarà un tavolo di discussione dedicato all’invecchiamento in salute (healthy ageing). È una questione importante, grazie alla speranza di vita che è cresciuta significativamente durante gli ultimi decenni.

Al giorno d’oggi la speranza di vita delle donne italiane è di 84 anni, all’incirca 4 anni e mezzo in più dei maschi. In questo totale dobbiamo tener conto di un altro dato importante: gli anni di vita senza “limitazioni severe”, date dalle patologie croniche della terza età che compromettono l’autosufficienza nelle attività di tutti i giorni, sono 74,8 nelle donne e 79,7 negli uomini.

Le malattie croniche delle donne nella terza età

Con l’avanzare dell’età si passa da un 40% di donne che a 65 anni è affetta da malattie croniche gravi al 55% quando si raggiungono i 75 anni. Oltre questa età la presenza di condizioni di multicronicità  aumenta, arrivando a interessare oltre il 60% della popolazione femminile. Si parla di diabete, malattie respiratorie e cardiovascolari croniche, tutte patologie gravi da affrontare sia a livello di prevenzione sia di gestione della malattia conclamata.

In questo contesto PAS Welfare fornisce un servizio di assistenza domiciliare per prestazioni infermieristiche che possono essere continuative oppure a prestazione singola. Sempre in un’ottica di “healthy ageing” disponiamo di una squadra di fisioterapisti e specialisti in riabilitazione che ti seguirà a domicilio per aiutarti (o aiutare i tuoi cari) a conservare l’autonomia e la mobilità.