Anziani meno soli a Campi grazie al progetto della Fondazione Pas. Il presidente Mario Pacinotti ha spiegato tutte le novità introdotte grazie al servizio PAS-Welfare.
Arriva a Campi con l’obiettivo di dare una risposta efficace e sostenibile per chi ha in casa un anziano in condizioni di infermità. Si tratta di “Pas Welfare”, la linea di servizi promossa dalla Fondazione Pubbliche Assistenze e dedicata appunto a chi ha bisogno di una badante “a ore” di un infermiere o di un fisioterapista a domicilio ma in una logica di integrazione e sostenibilità economica.
Fino ad oggi – spiega Mario Pacinotti, – presidente della Fondazione Pubbliche Assistenze – Pas Welfare è stato un progetto sperimentale nelle aree di Firenze e Scandicci, sviluppato insieme al sistema delle farmacie pubbliche che hanno fatto da punto di riferimento per le famiglie. Ora usciamo dalla sperimentazione sia per i buoni risultati ottenuti sia perché siamo consapevoli che la domanda e le difficoltà delle famiglie sono crescenti e talvolta drammatiche, sia infine perché crediamo di portare in questo modello alcuni elementi di novità.
Quali sono questi elementi?
Innanzitutto l’integrazione dei servizi. Una cosa è che la famiglia si rivolga a diversi soggetti per ogni pezzo di assistenza, una cosa è il nostro servizio che prevede un consulente familiare capace di prendere in carico l’anziano e di condividere i bisogni effettivi con la famiglia. Questo porta risparmio di denaro e maggiore appropriatezza oltre che una straordinaria umanizzazione del servizio. La seconda caratteristica è la sostenibilità: si tratta di un servizio privato ma a tariffe che noi chiamiamo sociali, quindi senza nessuna speculazione sul bisogno.
Quali sono i tempi di attesa?
Il nostro intervento è immediato, in genere entro poche ore dal contatto telefonico al numero dedicato che è il 055 25.66.00. Ora contiamo anche a Campi di estendere i punti di prenotazione al sistema delle farmacie pubbliche e private ed anche presso l’Ambulatorio della nostra Fondazione, presso la Pubblica Assistenza di Campi che fa parte della Rete Pas.
Alcuni esempi di tariffe.
Iniezione intramuscolo a domicilio a 11 euro, prelievo a domicilio a 9 euro, assistenza al pasto a 14 euro.
Perché la Fondazione Pubbliche Assistenze si è impegnata in questo progetto?
La Fondazione, nata nel 2012, è la risposta delle quattro Pubbliche Assistenze che ne fanno parte, quelle di Firenze, Scandicci, Pontassieve e da poche settimane anche quella di Campi Bisenzio, alla complessità organizzativa e gestionale dei servizi alla persona. In futuro ci sarà sempre più bisogno di volontariato ma anche di professionalità ed efficienza per dare risposte concrete ad un crescente flusso di bisogni. Anche a Campi partiamo con un forte radicamento sui territori grazie al legame con la Pubblica Assistenza. Puntiamo a rendere i servizi sempre più efficaci dando una risposta ai bisogni degli utenti a pochi passi da casa, con una ulteriore attenzione in termini di tariffe ai quasi centomila soci delle nostre associazioni.
[Articolo su Bisenzio Sette, del 6 maggio 2016]

Il 22 Aprile 2016 nel corso della I° Giornata della salute della Donna, ci sarà un tavolo di discussione dedicato all’invecchiamento in salute (healthy ageing). È una questione importante, grazie alla speranza di vita che è cresciuta significativamente durante gli ultimi decenni.
La popolazione degli over 65 sta crescendo in tutto il mondo a ritmi che non trovano eguali nella storia. Entro il 2050 gli ultra-sessantacinquenni saranno circa 1,6 miliardi di persone, il 17% della popolazione del pianeta. Dunque il mondo sta invecchiando anche se rimane ben presente l’influenza di alcuni fattori di rischio per le malattie croniche (come fumo, consumo eccessivo di alcolici, dieta squilibrata e bassi livelli di attività fisica). Anche se, tendenzialmente, nei paesi ad alto reddito la diffusione del tabagismo è per esempio diminuita. Questo ha fatto sì che attualmente la maggior parte dei fumatori di tutto il mondo risieda nei paesi a basso e medio reddito. Tuttavia l’invecchiamento della popolazione comporta anche nei paesi dove si vive meglio e in modo più sano, la necessità di rispondere alle esigenze sanitarie che l’accompagnano.
Dalla collaborazione tra AIMA e Censis sono stati realizzati tre importanti studi sulla condizione dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie in Italia. L’ultimo di questi studi è il risultato dell’analisi – su dati nazionali – dell’evoluzione di 16 anni nella vita dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie. L’indagine è stata condotta mettendo in primo piano il punto di vista dei cosiddetti “caregiver” dei malati di Alzheimer, intervistandone 425 non istituzionalizzati, divisi secondo la collocazione geografica sul territorio nazionale. È opportuno precisare che il termine anglosassone “caregiver”, ormai è diventato di uso comune e serve ad indicare “colui o colei che si prende cura” e dunque si riferisce a tutti i familiari che assistono un loro congiunto ammalato di Alzheimer (e/o disabile).
